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A Messina c’è una strada, una via , che superando ogni prova del tempo, porta ancora il nome di ” via della zecca”

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LA NOBILE CITTA’ DI MESSINA, QUANDO LA STORIA E’ SCRITTA SULLE MONETE

A Messina c’è una strada, una via, che superando ogni prova del tempo, porta ancora oggi il nome di “Via della Zecca”.

Ubicata nella parte centrale della città medievale e rinascimentale, era questo il luogo dove era ubicata la Zecca del Regno di Sicilia.

E anche sulle monete della Zecca di Messina cammina e vive la grande Storia del Regno di Sicilia. I suoi Sovrani, i Titoli, i simboli del Regno e tanto altro è tutto riportato nelle monete coniate a Messina.

Le monete messinesi sono conservate nei musei di tutto il mondo; a Messina, ad esempio, si coniavano i famosi Augustali, le monete d’oro del Sacro Romano Imperatore e Re di Sicilia Federico II.

Sono stati i Normanni però, con la loro “saggezza vichinga”, a restituire a Messina i fasti della antica Zecca di Zankle.

Quello della Zecca non è certo un fatto esclusivamente monetario o di ubicazione delle Officine Monetali, ma riveste un importante ruolo politico e governativo.

Sul ruolo strategico di Messina e del suo Porto c’è poco da discutere, essa è la Chiave del Regno di Sicilia e il suo Stretto è il corridoio che unisce Oriente e Occidente.

Con i Normanni, sin da subito quindi, Messina è la “seconda Capitale” del Regno e individuiamo già da adesso i semi della discordia tra le due più grandi città del Regno, Palermo e Messina.

Ma parlavamo di una grande Storia scritta sulle monete di Messina, ed ecco allora leggere nei Tarì d’oro coniati nella Zecca Messinese, dopo l’assunzione del Titolo Regale da parte di Ruggero nel 1130, il nome della Città nel giro marginale delle monete, la croce greca e le sigle IC-XC-NI-KA (“Gesù Cristo vince”, sigillo che contraddistingue il pane offerto per la consacrazione eucaristica durante la liturgia ortodossa).

Proprio così, una grande storia!

Già dopo la Guerra del Vespro la Zecca di Messina è l’unica officina monetale del Regno di Sicilia, chiudendosi questa ricca e gloriosa tradizione solo nel 1674.

Allora se passate per Messina, la Nobile Messina, passate per via della Zecca chiudete gli occhi e con un po’ di immaginazione sentirete il tintinnio delle monete d’oro, incontrerete i Maestri Zecchieri, gli uomini di governo, i commercianti e gli uomini d’affari o forse sentirete parlare di Pietro Rombulo…

A proposito, dov’è finita Carmen Sandiego…ehm…no…volevo dire Pietro Rombulo!? Che abbia incontrato il Prete Gianni!?

RIFERIMENTI:
– L.Catalioto – La Zecca di Messina dal Medioevo all’Età Moderna in “Sicilia Millenaria” Dalla microstoria alla dimensione mediterranea

Tratto dalla pagina facebook ” Regno di Sicilia”


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Alessandro Sidoti

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Alessandro Sidoti

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